Russi forte? Possiamo curare la tua Sindrome da Apnee Ostruttive nel Sonno (OSAS) - ItaliaDental Group Servizi Odontoiatrici - Dr. Giuliano Rocchetti
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Russi forte? Possiamo curare la tua Sindrome da Apnee Ostruttive nel Sonno (OSAS)

Russi forte? Possiamo curare la tua Sindrome da Apnee Ostruttive nel Sonno (OSAS)

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La sindrome da apnee ostruttive nel sonno (OSAS) è un disturbo respiratorio caratterizzato da episodi di ostruzione parziale (ipopnea) o completa (apnea) delle vie aeree superiori durante il sonno notturno che portano ad un'interruzione respiratoria temporanea (periodo di apnea > 10 sec).

Ciò comporta, oltre ad una ridotta quantità o qualità del sonno, una riduzione della concentrazione di ossigeno nel sangue ed un possibile aumento dell’anidride carbonica ematica.

SINTOMI NOTTURNI
I sintomi notturni sono: russamento abituale*, pause respiratorie nel sonno riferite dal partner, risvegli con sensazione di soffocamento, sonno notturno agitato, nicturia (ripetuto bisogno di urinare durante la notte), xerostomia (bocca secca a causa della mancanza di saliva), in misura minore, sudorazione notturna eccessiva.
* il 30% degli adulti russa abitualmente e nella popolazione attorno ai 60 anni questa percentuale aumenta fino ad interessare circa il 60% degli uomini ed il 40% delle donne.

LE PERSONE AFFETTE DA OSAS POSSONO PRESENTARE: sensazione di sonno non ristoratore, cefalea, eccessiva sonnolenza diurna, aumentato rischio di incidenti stradali (da 3.5 a 8 volte maggiore della popolazione di controllo), deficit cognitivi (in particolare disturbi di memoria, concentrazione ed attenzione), l’apparato respiratorio (insufficienza respiratoria), l’apparato cardio-circolatorio (ipertensione che compare dapprima durante la notte e poi durante il giorno e particolarmente resistente alla terapia, aritmie cardiache, malattia coronarica, patologie cerebrovascolari), in misura minore, depressione del tono dell’umore ed impotenza sessuale. Le condizioni che possono causare e favorire l’insorgenza della sindrome delle apnee ostruttive nel sonno sono: alterazioni anatomo-funzionali delle prime vie aeree respiratorie (es. deviazione del setto nasale, tonsille o adenoidi ipertrofiche, lingua grossa, ugola grande, mandibola piccola), obesità, abuso di bevande alcoliche prima di andare a dormire, assunzione di sonniferi. Anche se il russamento senza associazione all’apnea non ha rilevanza clinica importante, costituisce un fenomeno che non può essere sottovalutato in quanto precede sempre ed è presente nella quasi totalità dei soggetti affetti da OSAS. Le OSAS vengono classificate in base al numero di episodi di apnea-ipopnea ostruttiva per ora di sonno. Molto utilizzato è l’indice di apnea-ipopnea (Apnea-Hypopnea Index, AHI) che definisce l’OSAS lieve con un AHI compreso tra 5 e 15, l’OSAS moderata tra 16 e 30 e l’OSAS severa se superiore a 30. La ridotta qualità del sonno, con sonnolenza diurna, si associa a diminuzione della concentrazione, irritabilità e, nei casi più gravi, con un vero e proprio rallentamento psicomotorio.

RUOLO DELL’ODONTOIATRA
Una percentuale molto elevata della popolazione generale si reca dall’odontoiatra almeno una volta all’anno per visite di controllo, igiene orale professionale o per eseguire terapie. Per questo motivo gli odontoiatri hanno la possibilità di intercettare precocemente i segni e sintomi dell’OSAS. Allo stesso tempo, possono valutare se il paziente presenta le indicazioni per essere sottoposto a trattamento con specifici dispositivi orali (Oral Appliances: OA - Fig. n° 02) o in alternativa altre soluzioni terapeutiche.

DIAGNOSI
La valutazione del paziente, con possibile disturbo respiratorio del sonno, va fatta con un’accurata anamnesi (Tab. n° 01) coinvolgendo, se possibile, anche i familiari in grado di accorgersi se la persona presenta disturbi respiratori durante il sonno e con un esame obiettivo per la valutazione clinica dei principali fattori di rischio.

TERAPIA
Il trattamento dell’OSAS è finalizzato all’eliminazione o alla riduzione delle cause che determinano
l’ostruzione. Per ottenere questo risultato, le linee guida internazionali segnalano i seguenti approcci terapeutici:
- terapia comportamentale: riduzione del peso, se necessario, attraverso una sana alimentazione ed un’attività fisica adeguata
- terapia posizionale: in caso di disturbi che si manifestano esclusivamente in posizione supina può essere indicata l’adozione di un dissuasore di posizione in grado di evitare che il paziente assuma il decubito supino durante il sonno
- terapia protesico-ortodontica: utilizzo nelle ore notturne di apparecchi ortodontici di avanzamento mandibolare (Fig. n° 01) atti ad aumentare lo spazio retro-faringeo e ridurre così l’ostruzione
- terapia chirurgica: interventi chirurgici sulle prime vie aeree
- terapia protesico-ventilatoria: utilizzo nelle ore notturne di un dispositivo in grado di generare una pressione positiva che viene applicata alle vie aeree del paziente attraverso l’utilizzo di una maschera da porre sul viso. La pressione positiva può essere applicata in modalità continua (Continuous Positive Airway Pressure; C-PAP) o intermittente (Bilevel Positive Airway Pressure: Bilevel).

DISPOSITIVI INTRAORALI (OA)
La terapia con OA (Fig. n° 02) rappresenta la metodica per il trattamento dell’OSAS che ha avuto il maggior sviluppo negli ultimi anni e l’efficacia clinica è stata dimostrata da un elevato numero di ricerche cliniche e strumentali. Questi dispositivi mantengono la pervietà delle vie aeree posteriori alla lingua, spostando in avanti e/o mantenendo chiusa la mandibola e aumentando la dimensione verticale occlusale. Si viene ad avere, così, un avanzamento della lingua, un aumento della tensione delle pareti faringee e l’impossibilità della mandibola di post-ruotare, sì da impedire l’occlusione parziale o totale del flusso respiratorio. Gli OA agiscono sia a livello della regione retrolinguale sia retropalatale, con un effetto sulla dimensione trasversa e sagittale.

Fig. n° 01 e 02

Tab. n°1
Questionario per quantificare la sonnolenza diurna e il rischio di OSAS
Trattamento Odontoiatrico della Sindrome delle Apnee Ostruttive nel Sonno

-> Epworth sleepiness scale (scala per la valutazione della sonnolenza)
Indica, per ogni situazione sotto riportata, il grado di facilità (0-1-2-3) all’appisolamento o all’addormentamento:

1) Seduto mentre leggo: 0 – 1 – 2 – 3
2) Guardando la TV: 0 – 1 – 2 – 3
3) Seduto, inattivo, in un luogo pubblico (a teatro, ad una conferenza): 0 – 1 – 2 – 3
4) Passeggero in un’automobile, per un’ora senza soste: 0 – 1 – 2 – 3
5) Sdraiato per riposare nel pomeriggio, quando ne ho l’occasione: 0 – 1 – 2 – 3
6) Seduto mentre parlo con qualcuno: 0 – 1 – 2 – 3
7) Seduto tranquillamente dopo pranzo, senza aver bevuto alcolici: 0 – 1 – 2 – 3
8) In automobile, fermo per pochi minuti nel traffico: 0 – 1 – 2 – 3

*soggetto con normale sonnolenza diurna: meno di 12
*oggetto con ipersonnolenza diurna (probabile OSAS lieve): tra 12 e 14
*soggetto con importante ipersonnolenza diurna (probabile OSAS grave): più di 14

-> Questionario STOP-BANG

S(Snoring) Russi forte? (abbastanza forte da sentirti attraverso una porta chiusa? SI/NO
T(Tirend) Ti senti spesso stanco, affaticato o assonnato durante giorno? SI/NO
O(Observed) Qualcuno ha notato arresti del tuo respiro di notte? SI/NO
P(Pressure) Hai la pressione alta, oppure sei in cura per la pressione alta? SI/NO
B(BMI) BMI superiore a 35? SI/NO
A(Age) Età superiore a 50 anni? SI/NO
N(Neck) Circonferenza di collo (numero del colletto) superiore a 40 cm? SI/NO
G(Gender) Sei maschio? SI/NO

Interpretazione: tre o più SI indicano un rischio abbastanza elevato di OSAS

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